venerdì 8 giugno 2012

Pensare il grillismo

Ci può aiutare Bauman, che in un testo della fine del 2011, e con particolare riferimento alla "primavera araba" afferma: "Il mio sospetto (e prego di sbagliarmi!) è che qualunque azione mediata da internet possa al più sostituire l'impolitica con l'illusione della politica... Finora, sfortunatamente, il sospetto è rimasto intatto. nessuna delle grandi e spettacolari esplosioni di proteste in erba alimentate elettronicamente da internet è ancora riuscita a estirpare le ragioni della rabbia e della disperazione popolare..." (Z. Bauman, Conversazioni sull'educazione, Edizioni Erikson, 2012).
E' questo il punto chiave su cui cominciare a riflettere, piuttosto che accanirsi come sta accadendo ora nel dimostrare che Grillo è come tutti gli altri (cioè che abbiamo tutti qualcosa da nascondere e nessuno può dichiararsi innocente). Il punto non è Grillo, nè la sua buonafede, il punto è che il bisogno disperato di questa società di uscire dal pantano di una casta politica impresentabile, vorace e barricata nel proprio bunker, deve trovare uno spazio politico autentico. Internet può essere uno strumento utile, ma non è questo spazio.

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