lunedì 11 marzo 2013

Il fuoco di carta e la democrazia

Vorrei provare a riflettere intorno ad un equivoco in cui vedo cadere tanti amici: la democrazia nel web.
No, nel web non si realizza nessuna nuova modalità della democrazia.
Per spiegarmi userò una metafora che mi sembra efficace, quella del fuoco di carta: la carta s'infiamma facilmente, produce una fiamma alta e vivace, che brucia e scotta, ma non dura. Si spegne rapidamente e non lascia tracce. Nemmeno la cenere, niente. Questa è la democrazia nel web, istantaneità, rapidità, momentanea sintonia che si perde con la velocità con cui si realizza, perché non costituisce mai relazione.  Molti credono che la democrazia stia essenzialmente nel fatto di esprimere un voto. Ma non è così, il voto è solo uno degli strumenti della democrazia, e  per altro uno strumento assai imperfetto. Ma la democrazia è solo occasionalmente un voto, prima, ben prima essa è un confronto, un dialogo, nel quale le idee si mettono alla prova e le ragioni si compongono, si confrontano, si contrastano, si soppesano, ma per farlo è necessario esserci, essere lì, persone, corpi, voci, atteggiamenti, individui che si mostrano e si giudicano in termini di trasparenza, di verità, di storia personale e collettiva, di linguaggio, di atteggiamento, di disponibilità. Esattamente quello che manca alla democrazia del web, che è piuttosto una democrazia senza persone, senza sostanza, senza peso.
Da questo punto di vista il bellissimo slogan di M5S "ognuno vale uno" è certo efficacissimo da contrapporre a un ceto politico avido e corrotto che ha occupato solidamente ogni posizione di potere e difende i propri privilegi ad ogni  costo. Ma appare assolutamente inefficace, anzi produttore di effetti imbarazzanti perché incapace di determinare selezione per competenze e per capacità. C'è bisogno, certo, di un nuovo modo di intendere la politica, che non produca ceti privilegiati, ma che torni nella disponibilità di tutti i cittadini, ma ciò non significa che si possano estrarre a sorte i nostri rappresentanti, perché anzi in una società complessa come l'attuale dovremmo pretendere che chi ha responsabilità di governo e di rappresentanza, fosse selezionato molto severamente per onestà, ma anche per capacità, per competenza, per preparazione, per consistenza culturale. Il web lavora in direzione del tutto diversa, e fa emergere chi riesce ad avere un appeal occasionale, chi ha la battuta pronta, chi viene bene in un video... Non le persone con la loro consistenza, ma le immagini effimere, appunto come un fuoco di carta.
Infine c'è un terzo grave limite che il web sta mettendo in luce in questi tempi, proprio a danno del M5S che se ne è fatto paladino e sostenitore, ed è il fatto che per sua natura la rete non può sostenere alcuna forma credibile di verità e di sincerità, la macchina del fango che si è scatenata in queste settimane contro il movimento la dice lunga, foto contraffatte, discorsi fantasiosi, notizie farlocche, battute mai dette o enfatizzate ad arte, tutto un insieme di falsità, mezze verità, mezze omissioni, fantasie e bizzarrie che una volta immesse nel circuito  si diffondono come virus senza che sia mai possibile smentire, rivedere, rispondere, precisare. Da questo punto di vista il web è davvero una macchina infernale, ma lo è molto di più se chi lo frequenta crede che solo in esso si trovino  "le verità che gli altri non vogliono dirvi".
Altro che democrazia!

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