lunedì 22 aprile 2013

Un nuovo soggetto politico? Post 1

Si parla oggi, di fronte allo sfacelo del maggiore partito della sinistra italiana, della necessità di ricostruire un soggetto politico in grado di rappresentare in modo ampio e realistico il sentimento politico dominante degli elettori di sinistra. E' un progetto importante, ma il rischio di partorire il solito topolino è anche più forte di sempre. Per molti motivi, sui quali sarebbe utile riflettere, comincerò oggi, in una serie di post, ad indicarne alcuni.
Il primo elemento di debolezza dell'attuale progetto di "ricostruzione" è certamente la debolezza dell'analisi critica che lo sostiene: perché nessuno dei soggetti che si sono proposti per rappresentare il mondo simbolico progressista è riuscito a guadagnare la fiducia dell'elettorato? Perché invece tale fiducia è stata ampiamente riconosciuta ad un soggetto sostanzialmente "impolitico" come il M5S?
Io credo che dipenda proprio dall'esaurimento storico di un intero mondo simbolico, fatto di bandiere rosse (ma ora anche multicolori, o perfino tricolori) , di canzoni simbolo (Bella Ciao più di Bandiera Rossa già confinata ai nostalgici, o dell'Internazionale, per amatori), di Numi tutelari (il Che, Gramsci, Berlinguer ma anche qui un mondo ampiamente contaminato da S. Francesco, Gandhi, o madre Teresa, Martin Luther King...), di Eroi del nostro tempo (Gino Strada, la Gabanelli, Don Gallo...).
Un soggetto politico che voglia proporsi per una ampia rappresentazione delle istanze progressiste non può più far conto sulla suggestione di questo mondo simbolico che infatti il M5S ignora. Non perché non abbia senso, ma perché non può che essere confinato nella dimensione soggettiva degli affetti, dei ricordi, della ricostruzione storica o anche agiografica, ma non del programma politico: commuoversi cantando Bella Ciao, può essere un bel modo per passare un sabato sera con gli amici per chi come non è non è più giovanissimo, ma non può essere il legame che fonda un partito.
Intendiamoci non sto affatto sostenendo che nel legame politico non ci sia affatto il movente degli affetti, della condivisione simbolica, e del sentimento, tutt'altro, sto dicendo che è necessario trovare e dare voce a nuove istanze, a nuovi valori a nuovi sentimenti e che proprio l'elaborazione di essi dovrebbe essere il primo lavoro per i ricostruttori della sinistra italiana..

2 commenti:

  1. Caro Stefano, personalmente non credo che il problema sia rappresentato dal venir meno dell'apparato di simboli, di ideali, di visioni del mondo che quelli della nostra generazione hanno vissuto e condiviso soggettivamente. In un certo senso, potrà sembrare paradossale, i giovani d'oggi li trovo ancora a caccia di quegli stessi simboli, affamati delle stesse idealità. Certo, hanno bisogno di bravi ermeneuti e filologi (ma chi non ne aveva bisogno anche al nostro tempo?). Spesso mi scopro a rimproverarli, ingiustamente, di essere incapaci di crearsene di nuovi (come se dipendesse solo e soprattutto da loro!). Il problema è rappresentato dal totale "scollamento" tra la realtà vissuta e praticata dal mondo adulto (padri, madri e insegnanti) e dalla cosiddetta classe dirigente e quegli ideali cui i giovani guardano. Se fossimo capaci di guardare con i loro occhi (ma con l'acutezza che deriva dalla nostra esperienza) Marx, Gramsci, Pasolini sarebbero oggi di un'attualità sconvolgente. Ed è proprio questa il vero collante ideale di molti militanti del m5s, che i più sembrano voler continuare ad ignorare, spinti dalla cagnara che all'unisono si leva da tutti gli organi di informazione: populismo, antipolitica, demagogia... criptofascimo, faciloneria, ecc. Prima di ricostruire una sinistra avremo bisogno di riappropriarci di valori che non sono né di destra, né di sinistra, bensì semplicemente "politici": onestà, democrazia, partecipazione, bene comune, dialogo, coerenza, una prassi conforme a quel che si dice, senza infingimenti, tatticismi, machiavelli di qualsivoglia genere. Non ne possiamo più. Ecco perché le parole appaiono logore, gli ideali sgualciti come vecchie bandiere. Se coerenza, onestà, moralità non sono ideali a che serve rievocare lo spirito di Berlinguer o di Pertini? Ecco, questa è l'idealità "incolore" di cui molti militanti del m5s sono portatori. Sono degli illusi? I loro ideali sono strumentalizzati dal "cattivo" guru telematico? Può darsi. Forse qualcuno, cinicamente, avrà pensato che è meglio farsi "fottere" da un nuovo soggetto piuttosto che da uno che ti "fotte" da almeno 20 anni. Vedremo. Una cosa è certa: la ricostruzione della sinistra passa inevitabilmente attraverso l'accettazione di gran parte delle istanze di cui oggi il m5s è portatore (magari pure indegno ed inesperto), come dimostrano gli otto punti dell'abortito programma Bersani.

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    1. "iappropriarci di valori che non sono né di destra, né di sinistra, bensì semplicemente "politici": onestà, democrazia, partecipazione, bene comune, dialogo, coerenza, una prassi conforme a quel che si dice, senza infingimenti, tatticismi, machiavelli di qualsivoglia genere." E' proprio quello che intendo io e dunque sono del tutto d'accordo. Per altro non ho alcun pregiudizio nei confronti del M5S, che anzi considero portatore di molte delle istanze che dovrebbero fondare una vera politica di sinistra, ciò su cui sono perplesso è la forma del "partito liquido" che hanno adottato e che si dimostra già ora fragilissima: NON SI FA BUONA POLITICA SE NON A PARTIRE DA UN NUOVO MODO DI CONFRONTARSI tra persone, di essere persone consapevoli, non virtuali.

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